Villa Antona Traversi - Piazza Vittorio Veneto - 20036 MEDA (Mi) - Tel. (+39) 0362.341557 - Fax (+39) 0362.341497 - antonatraversi@libero.it
Home   |    Spazi    |    Immagini    |    Visite     |    Come arrivare    |    Link   




 Il monastero di San Vittore


 Villa Antona Traversi


 La Chiesa di San Vittore


 I fondi archivistici


 English



 Deutsch

 


   Storia della Villa Antona Traversi già Monastero di San Vittore


Il Monastero benedettino di San Vittore fu fondato agli inizi del nono secolo (830 circa) da due illustri personaggi, Aimone e Vermondo della stirpe dei Manfredingi (grande casato feudale dell’Italia settentrionale), per sciogliere un voto fatto alla Vergine; un secolo dopo la morte vennero annoverati fra i Santi. I loro resti si trovano tuttora in una sontuosa urna collocato sotto l’altare della chiesa di San Vittore e sono ancora oggetto di venerazione.
Fondato da importanti personaggi, il Monastero nacque già ricco con importanti diritti feudali su Meda, Cabiate, Novedrate, Cimnago etc. Le fortune non gli vennero meno in questi primi secoli di esistenza se, come racconta Bernardino Corio, nell’anno 1194 ebbe la felice ventura di ospitare l’imperatore Enrico VI proveniente dalla natia Germania e accompagnato dalla celebre sposa Costanza d’Altavilla.

Ma i tempi mutati e l’affermarsi del libero Comune imposero anche al Monastero importanti rinunce. Nel 1252 l’Abbadessa del Monastero rinuncia ai principali diritti feudali su Meda e riconosce gli statuti del comune pur salvando al Monastero tutti i diritti ecclesiastici.

Per quanto indebolito il Monastero si mantiene ricco anche nei secoli successivi e nel 1496 è testimone dell’incontro fra l’imperatore Massimiliano d’Asburgo e il duca di Milano Ludovico il Moro, alla presenza dei legati dei maggiori stati italiani.
Nel secolo seguente, pur riformata ed irrigidita nelle regole anche per effetto della Controriforma, la vita monastica prosegue tra le antiche mura, interrotta ogni tanto dalle visite degli arcivescovi milanesi tra cui San Carlo Borromeo nel 1581 e il nipote Federico nel 1626 e quelle, altrettanto grandiose anche se meno formali, delle mogli dei governatori della città dominante.
Il secolo XVIII porta importanti novità sempre dannose alle fortune monastiche e, se il Monastero sfugge d’un soffio alle soppressioni di Giuseppe II d’Asburgo, poi deve soccombere a quelle ben più radicali della repubblica Cisalpina fondate dalle armate napoleoniche.
Il 29 maggio 1798 un decreto sopprime il millenario Monastero, le monache ne sono espulse e i beni sono venduti all’asta.


Li acquisterà nell’ottobre successivo Giovanni Giuseppe Maunier, ricco commerciante di Marsiglia e fornitore dell’esercito francese, il quale, disprezzando totalmente le insigni memorie monastiche, incaricherà il celebre architetto viennese Leopoldo Pollack, di trasformare le mura del cenobio in quelle di una villa neoclassica. Il resto del Monastero e la villa neoclassica furono acquistati nel 1836 da Giovanni Traversi e da lui il complesso passò al nipote e quindi ai suoi discendenti fino agli attuali proprietari, gli Antona Traversi, che la conservano tuttora.
Ma quello che colpisce particolarmente anche il visitatore più distratto è lo spirito che aleggia nelle antiche mura, ove sembrano rivivere mille anni della nostra storia.



 
 
 
 
 

 

 

Home   |    Spazi    |    Immagini    |    Visite     |    Come arrivare    |    Link